domenica, 25 aprile 2010

FESTIVAL INTERNAZIONALE DI GIORNALISMO - PERUGIA

scalfari_eugenio2.jpgLa memoria del passato e la speranza del futuro è la riflessione dell’ultima giornata del Festival affidata a Eugenio Scalfari fondatore La Repubblica, Michele Serra La Repubblica, Giuseppe Tornatore regista, Walter Veltroni scrittore e politico. Il motivo del confronto nasce da un editoriale di Eugenio Scalfari scritto a settembre 2009 nel quale rifletteva su tre opere uscite in Italia contemporaneamente: Baarìa di Giuseppe Tornatore, Noi di Walter Veltroni, Il grande silenzio degli intellettuali di Asor Rosa. “Un film, un romanzo, un saggio, animati tutti e tre dalla necessità di recuperare la memoria delle cadute e dei rinascimenti. Liberazione della memoria, questo è il loro pregio”. Per liberare la memoria del passato e guardare al futuro con speranza. Ore 21.00 – Teatro Morlacchi.

Raccontami una storia: ultimo appuntamento in collaborazione con la Columbia Journalism Review di New York. Un panel per capire cosa accade alle tecniche narrative tradizionali durante la transizione al mondo web della forma breve. Quali sono le implicazioni più ampie di questa transizione–esteticamente, psicologicamente e culturalmente? Parleremo del destino delle storie in un ambiente di notizie a “colpo rapido” con Alessandro Gilioli L’Espresso, Andrea Pitzer direttore Nieman Narrative Digest della Neiman Foundation for Journalism, Università di Harvard, Megan Garber e Justin Peters Columbia Journalism Review online, Moeed Ahmad direttore new mwdia Al Jazeera. Ore 10.00 – Hotel Brufani.

Affronteremo il tema Lo scienziato in redazione: giornalismo ambientale e scientifico, un fenomeno in crescita. Il giornalismo scientifico è un filone giornalistico che solo negli ultimi anni sta trovando larghi spazi in Italia insieme alla crescente importanza dell’informazione ambientale. Anche in un paese a cultura dominante umanistica, la divulgazione scientifica e tecnologica sta trovando nuovi spazi che richiedono rigore e competenza. Ne parliamo con Giovanni Anzidei Accademia Lincei, Andrea Atzori Labelab, Vittorio Bo Festival della Scienza, Luca Conti blogger e giornalista, Marco Fratoddi La nuova ecologia, Salvatore Giannella giornalista. Ore 10.30 – Centro Servizi G. Alessi.

Si parlerà del rapporto tra Nuovo e Vecchio Continente,  alle ore 11.00 Teatro Pavone, con il panel L’Europa dinanzi alla presidenza di Barack Obama. Che impatto ha avuto in Europa la nuova amministrazione USA? Il Vecchio Continente ha allargato i suoi orizzonti, oppure persiste il ritornello politico no we can’t? Con Marc Lazar professore di storia e sociologia politica all’Institut d’études politiques, Dennis Redmont giornalista, Andrea Romano Il Sole 24 Ore, Sergio Vento ex ambasciatore d’Italia a Washington dal 2003 al 2006, David Thorne ambasciatore americano in Italia.

Un incontro-dibattito su Giovani, giornalismo e precariato. La precarietà è la costante di una generazione e qualunque carriera si scelga di intraprendere sarà il precariato la via d’accesso e la condizione labirintica da cui difficilmente si esce, anche nell’informazione. Tra eterni stagisti e scuole di giornalismo, manodopera qualificata e gratuita, c’è un problema di accesso alla professione? Intervengono Claudio Cerasa Il Foglio, Stefano Feltri Il Fatto Quotidiano, Roberto Seghetti Panorama, Erica Vagliengo freelance, Claudio Velardi imprenditore ed editore, Matteo Marchetti e Luca Sappino Zai.net. Ore 15.00 – Centro Servizi G. Alessi.

Un dibattito per riflettere sui tempi duri che la Satira politica sta attraversando in Italia. Comici denunciati, vignettisti sospesi da programmi tv, molti autori satirici non più graditi sui teleschermi. Mai come ora si è avuta l’impressione di un potere unico che non tollera nessuna forma di critica, nemmeno quella che si esprime in disegni o battute. Una riflessione su cosa è la satira, su come oggi possa ancora incidere. Interverranno Riccardo Barenghi La Stampa, Luca Mastrantonio Il Riformista, Ranieri Polese Corriere della Sera, Vincino Il Foglio, Alessandra Robecchi Il Manifesto.  Ore 16.00 – Teatro Pavone.

In Italia sui giornali (per non parlare degli “spazi autogestiti” nei telegiornali) la politica occupa uno spazio abnorme, non paragonabile a quanto accade nella stampa francese, tedesca, spagnola, inglese, americana. Ed è proprio in questo enorme spazio che si dispiega un gioco tutto nostrano: il “gioco” della lobby. Dalle nostre parti c’è un enorme equivoco che si porta dietro tutti gli altri: credere che in Italia i giornali ambiscano ad essere un quarto potere (Fabio Martini – La Stampa). Cercheremo di ripercorrere il rapporto tra Giornalismo e politica con Aldo Cazzullo Corriere della Sera, Giuseppe Cruciani Radio24, Angelo Mellone Il Tempo, Gianni Scipione Rossi Rai Parlamento. Ore 11.30 – Sala dei Notari.

A cura dell’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia un panel per analizzare le difficoltà di Raccontare l’Islam in Italia con Luca Garosi Televideo Rai, Saad Hussin corrispondente della BBC in Italia in lingua araba, Nello Rega Televideo Rai, Ugo Tramballi Il Sole 24 Ore. Ore 12.00 – Hotel Brufani.

Stefano Cimicchi direttore APT Umbria, Marcello Cividini blogger e chef coolkitchen.ning.com, Livio Fancelli Circo del Gusto, Bruno Gambacorta Tg2 Eat Parade, Chef Kumalè Il Venerdi di Repubblica, Antonio Paolini Il Messaggero ripercorrono, con il panel dal titolo Giornalismo enogastronomico, un viaggio nel mondo dell’enogastronomia con guide d’eccezione: chef, giornalisti, blogger, critici. Ore 12.00 – Centro Servizi G. Alessi.

Segue la premiazione del concorso giornalistico Raccontami l’Umbria istituito dalla Camera di Commercio di Perugia. Con Giorgio Mencaroni presidente Camera di Commercio di Perugia.

Come i media coprono gli eventi traumatici? Cercheremo di capirlo tramite il racconto di giornalisti che hanno vissuto in prima persona tragedie collettive: Giuseppe Caporale La Repubblica, Ruhi Hamid BBC, Milorad Ivanovic vice direttore Blic, Fabio Tamburini Tg5. Introduzione di Alessandro Di Maio, Valeria Gentile, Ali Jabbar autori della mostra Storie d’Oro e di Fango. Aprile 2009 – Reportage dalle Tendopoli Aquilane. Ore 17.00 – Hotel Brufani.

Incontri
Alle ore 16.00 – Sala dei Notari, incontreremo Diego Bunuel, nipote del legendario regista Luis Bunuel e presentatore della serie documentaristica di National Geographic Don’t tell my mother. L’autore ci parlerà del suo lavoro e l’interfaccia dei documentari e del giornalismo. Partecipa Sherin Salvetti vice presidente Factual Channels, Fox Italy.

Workshop
Presente storico. Qual è il futuro del giornalismo d’approfondimento? Nell’era del web e dell’informazione su iPhone e iPad, come si trasformeranno i reportage e le inchieste? Una risposta sono le collane dedicate al giornalismo, i libri-inchiesta e i libri-reportage, oggi su carta, domani magari su e-book, ma si prospettano anche nuovi e inediti formati che imporranno ai reportage tradizionali una profonda metamorfosi. Con Peter Molloy BBC, Linda Polman freelance, Marco Pratellesi direttore corriere.it, Stefano Salis Il Sole 24 Ore, Vittorio Zucconi La Repubblica. Alle ore 14.30 – Sala dei Notari.

Fotogiornalismo e immigrazione. Il workshop nasce dal libro L’immaginario migrante. Facce da straniero. 30 anni di fotografia e giornalismo sull’immigrazione in Italia. Dennis Curti direttore Agenzia Contrasto, Luigi Gariglio fotografo, Andrea Pogliano socioogo, Riccardo Zanini storico e critico del fotogiornalismo. Ore 15.00 – Hotel Brufani.

Premiazioni
Il Festival Internazionale del Giornalismo e l’Associazione Ilaria Alpi come ogni anno bandiscono il concorso giornalistico Una storia ancora da raccontare dedicato ai giornalisti che hanno perso la vita svolgendo la loro professione, per ricordare il loro sacrificio, la loro professionalità, la loro storia. Dopo Ilaria Alpi, Enzo Baldoni e Giancarlo Siani, quest’anno il premio, sostenuto da UniCredit Banca di Roma, è dedicato a Maria Grazia Cutuli e indirizzato ai universitari, giornalisti e aspiranti giornalisti al di sotto dei 30 anni. Il concorso prevede due sezioni: articolo carta stampata e video. Per ciascuna delle sezioni sarà proclamato un vincitore che riceverà, rispettivamente, un premio di 2.500,00 euro. Il concorso è organizzato in collaborazione con la Fondazione Maria Grazia Cutuli e il Corriere della Sera. La giuria è composta da: Franco Di Mare (presidente), Laura Silvia Battaglia (giornalista e autrice del libro Maria Grazia Cutuli, Il Cielo degli Ultimi), Donata Cutuli (presidente della Fondazione Maria Grazia Cutuli), Francesco Faranda (Fondazione Ilaria Alpi), Enzo Jacopino (segretario dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti) e Matteo Scanni (Associazione Ilaria Alpi), interviene Alessandro Cataldo direttore generale UniCredit Banca di Roma. La premiazione avverrà alle ore 10.00 Sala dei Notari.

mercoledì, 30 dicembre 2009

Giovani IDV - Verso il Congresso 2010

Uno sguardo al passato, i piedi nel presente, diritti verso il futuro giovani IDV.jpg

I Giovani dell'Italia dei Valori si riconoscono nei principi della COSTITUZIONE Repubblicana: legalità, rispetto dei diritti umani, antifascismo, equità sociale e parità di genere. Rifiutano la guerra e promuovono: la pace, l'integrazione europea, la tutela dell’ambiente e la democrazia rappresentativa.
Il Dipartimento politiche giovanili dell'Italia dei Valori (che ha rilevato l'esperienza associazionistica del GIV) ha meno di due anni, ma guarda al Congresso Nazionale 2010 come l'inizio di un nuovo corso.
Realizzeremo insieme gli obiettivi di partecipazione democratica che renderanno questo dipartimento il LABORATORIO della nuova classe dirigente.
Il Congresso Nazionale 2010, eleggerà la figura che coordinerà i giovani dell'Italia dei Valori, verso una nuova stagione.
Il regolamento congressuale dei Giovani nasce dalla CONCERTAZIONE - avviata dalla scorsa estate - per raccogliere idee e proposte condivise, per scrivere insieme regole certe e trasparenti.
Le assemblee provinciali individueranno i delegati nazionali e ciascuno potrà presentare la propria candidatura, a coordinatore nazionale, nei termini e con le modalità indicate dal regolamento. Avremo così un congresso, con mozioni contrapposte, durante il quale verrà esposto il percorso da seguire per i prossimi tre anni.
Il rilancio avviato nei mesi scorsi, è stato accompagnato da un'attenzione costante e quotidiana.
I Giovani dell'Italia dei Valori hanno oggi un SIMBOLO identitario che evidenzia campagne ed iniziative.
Dal 1 agosto è attivo sul sito ufficiale dell'Italia dei Valori il FORUM Giovani.
All'assemblea annuale di Vasto sono stati due gli appuntamenti dedicati al Dipartimento Politiche Giovanili.
Il primo “Largo ai giovani” in diretta streaming e il secondo l'Assemblea, un'occasione importante di confronto, durante la quale abbiamo presentato il Report “ de Vasto Giovani IDV - best practies e progetti per il futuro”.
Ad ottobre abbiamo partecipato a “Contromafie 2009 – seconda edizione degli stati generali dell'antimafia” di Libera.
Nello stesso mese abbiamo preso parte alla “3 giorni del Forum Nazionale Giovani”, avendo in seguito allargato la partecipazione alla piattaforma nazionale di organizzazioni giovanili italiane.
E' recente l'esperienza della Scuola di Formazione Politica a Bruxelles, sulla cui impronta si sono realizzate le scuole di formazione politica regionale.
La delegazione per il congresso dell'ELDR a Barcellona composta da soli giovani IDV ha contribuito all'elezione dell'On. Leoluca Orlando alla vice presidenza.
I giovani dell'Italia dei Valori hanno partecipato attivamente a tutte le manifestazioni nazionali: con la CGIL per i precari della scuola; con gli studenti dell'Onda contro la visita di Gheddafi alla Sapienza; in corteo contro la Riforma Gelmini; nei sit-in con i lavoratori Eutelia, fino alla manifestazione del No Berlusconi Day per la cui realizzazione abbiamo partecipato a tutte le fasi organizzative, sempre nel rispetto del Popolo Viola promotore dell'evento.
Sono diversi i progetti di legge in cantiere: la riforma del processo civile e penale; l'abolizione della SIAE; la regolamentazione dello Stage, quest'ultima sarà frutto della collaborazione del Dipartimento Giovani con il Dipartimento Lavoro e Welfare.
I Giovani dell'Italia dei Valori dovranno contribuire alla promozione della rappresentanza giovanile, nel mondo politico, istituzionale e produttivo, favorendo la PARTECIPAZIONE politica di ragazzi e ragazze garantendo pari opportunità, nel rispetto del pluralismo culturale.
I Giovani dell'Italia dei Valori, dovranno assicurare trasparenza nella circolazione delle informazioni inerenti il Dipartimento.
Per favorire il dibattito e la partecipazione, si avvarranno della RETE, per comunicare e convocare le riunione e per rendere pubbliche le deliberazioni del Dipartimento.
Faranno parte del Dipartimento Politiche Giovanili tutti gli iscritti all'Italia dei Valori, fino ai 35 anni, come previsto per le giovanili dei partiti aderenti all'ALDE e dalle associazioni appartenenti al Forum Nazionale Giovani.
Il Dipartimento Giovani verrà rappresentato dal coordinatore nazionale e dall'esecutivo.
Il coordinatore verrà eletto dal Congresso Nazionale, l'esecutivo sarà composto dai coordinatori regionali, eletti dai congressi regionali.
Il Dipartimento Politiche Giovanili collaborerà attivamente con i dipartimenti tematici dell'Italia dei Valori.
I Giovani dell'IDV segneranno il percorso da seguire in tema di politiche giovanili, che oggi si intrecciano con: precariato; scuola, università e ricerca; diritti civili; ambiente; informazione.
Insieme costruiremo l'ALTERNATIVA.


Paola Calorenne

lunedì, 12 ottobre 2009

L'Italia anti giovani

3310_1129143036471_1464070756_320707_6892473_s.jpgIl 45% dei leader italiani, in politica, nelle istituzioni e nel mondo produttivo, ha più di 70 anni. E ci ignorano!


La radice latina della parola “Giovane”, loro non lo sanno, è IUVARE, che significa essere utile, contribuendo al bene comune. Quindi essere giovani, sarebbe di per sé un pregio. Siamo la parte dinamica della società, proiettati verso il futuro. Siamo innovatori e custodi del pensiero critico.


Ma oggi essere giovani, per la nostra leva, significa qualcosa di più: siamo la prima generazione che si deve confrontare con un paese che non ci vuole.

Assistiamo da anni al deterioramento della nostra dignità. Quando parliamo di noi, della nostra condizione, lo ammettiamo sovente: siamo una generazione a cui si non si concedono opportunità, con pochi diritti e nessuna tutela sociale. 


Nei vostri confronti e nei miei, hanno compiuto un’operazione di rapina, lenta quanto efficace: l’erosione del welfare iniziò negli anni '80, per poi continuare nei '90, con le riforme pensionistiche e contrattuali. L’intera azione si concentra, da principio, sull’impossibilità di essere indipendenti. E successivamente si crea la dipendenza da mamma e papà, che ci accudiscono, come fossimo orfani dello stato.

C’è un disegno in questo quadro: il paese ci prepara alla sottomissione. Per anni la hitler yougend, la gioventù hitleriana, fu addestrata, con sofferenze fisiche e psicologiche. Questo spiega la più cieca ubbidienza della popolazione tedesca a quel sistema.

Allo stesso modo, la ricchezza italiana, il dibattito collettivo, lo spirito e il coraggio, sono stati appaltati a chi li conservava già da 30 anni. Le abilità dei sessantenni nel mantenere le posizioni di potere, sono chiare e facilmente dimostrabili.


I giovani italiani, rispetto ai coetanei europei, contano meno, economicamente e socialmente. Siamo di tutto l’occidente, quelli col minor peso politico.

Attualmente siamo l'unico grande paese dove un solo 25enne su 4 è occupato. E quel 25enne è anche precario. Perché alla flessibilità non sono state affiancate misure di protezione sociale, se non una: appoggiarci, fino ai capelli bianchi, alla famiglia di origine, l'unico vero ammortizzatore sociale per le nuove generazioni.

E' fondamentale scegliersi bene la famiglia in cui nascere, e tenersi buoni i genitori più a lungo possibile. In un certo senso, lo stato ci dice che la nostra sopravvivenza dipende dagli anziani, e che, se vogliamo sopravvivere, dobbiamo accettarne il comando.

Siamo l'unico paese europeo insieme alla Grecia, a non avere, a livello statale, il reddito minimo di cittadinanza. Così, a migliaia, ogni anno, veniamo cacciati via dal nostra città, o proprio dal paese, per andare a lavorare all'estero.

Il quadro si chiude con un’inevitabile riflessione: siamo giovani nel momento sbagliato, e saremo vecchi nel momento peggiore, quando però non potremo fare più nulla.


Dal canto mio posso dire, che non mi sono costruita false illusioni. Ero abbastanza grande per vedere la caduta del muro di Berlino, quando qualcuno scrisse: “La storia è finita, perché non ci saranno più guerre”; e ho visto anche cadere la prima repubblica sotto i colpi tangentopoli. All’epoca vidi Di Pietro per la prima volta in tv, e oggi, a distanza di 10 anni, sono qui, perché voglio condividere con questo partito, la responsabilità di quanto il paese fa in mio nome! Perché nel 2009, non è più accettabile il fatto che un uomo non sia in grado di trovare un posto di lavoro decente per mantere la famiglia, che non possa ambire ad una decorosa istruzione per i propri figli, e non riesca a trovare un abitazione accettabile.

Con queste convinzioni sono approdata al dipartimento giovani dell’Italia dei Valori, e con un pensiero: non c’è altra ragione per agire, se non quella di fornire un contributo per migliorare la vita di milioni di coetanei. A tal fine, questo dipartimento, deve raccogliere le sfide del nostro tempo, manifestare il malcontento diffuso, e riuscire ad incidere sul nostro futuro.


Ogni tanto mi viene da pensare a cosa racconteranno dell’Italia d’oggi i libri di storia di domani. A cosa leggerà di noi, uno studente svogliato fra 50 anni. Si scriverà che il più caro amico di uno dei leader che simboleggiò la corruzione della classe politica del paese, divenne l’uomo più ricco, l’imprenditore più famoso, il premier più amato e il leader del partito più votato; il segretario dell'ex partito neofascista diventò presidente della camera, terza carica dello stato; uno dei dirigenti dello stesso partito fu eletto sindaco della capitale. L’opposizione fu sciolta in modo democratico, e le venne affidato il compito di autodistruggersi; gli ultimi dirigenti di quello che fu il più grande partito comunista dell’Europa occidentale lasciarono spontaneamente la guida ad un uomo della Democrazia cristiana, il loro avversario storico. Il resto della sinistra si divise così tante volte che raggiunse dimensioni omeopatiche; e a raccoglierne l’eredità fu un magistrato.

lunedì, 24 agosto 2009

Coppie gay in fuga dall'Italia

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Svastichella, è il soprannome del 40enne pregiudicato, che sabato notte, ha aggredito una coppia di ragazzi all'Eur, all'uscita del Gay Village.

Dino, 28 anni, marchigiano di nascita, residente a Roma da 6, è ancora ricoverato, in gravi condizioni, all'ospedale Sant'Eugenio.

Giuseppe, 33 anni, napoletano, con 6 punti di sutura alla testa, tornerà oggi in Spagna dove vive da anni.

Sono molti gli omosessuali che scappano dall'Italia intollerante, per andare nei vicini paesi europei che garantiscono pari opportunità e diritti civili. Non solo la Spagna di Zapatero, ma anche Olanda, Danimarca, Finlandia, Svezia, Austria, Francia, Regno Unito ecc.

In questi Stati europei, le coppie gay, possono sposarsi e adottare bambini.

Mentre in Italia il fenomeno dell' omofobia, pare essere in aumento.

L'Agenzia dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea conta 45 casi di aggressione, denunciati in Italia, nel 2008, 26 i casi di aggressioni ad omosessuali, nei primi 5 mesi del 2009.

L'omofobia non è ancora un reato, cos'altro dobbiamo aspettare.

sabato, 11 luglio 2009

I LAVORATORI INVISIBILI. Appello a Napolitano

morti-bianche1.jpgIo credevo di averle sentite tutte nella mia vita, ma mai avrei immaginato di leggere questa notizia: "Si infortuna sul lavoro, l'azienda gli fa una contestazione disciplinare".
Questa vergognosa vicenda è accaduta, non in un'aziendina, ma alla Sirti, una grande azienda che opera nel settore delle Telecomunicazioni.
In pratica, un operaio dello Stabilimento Sirti di Nardò, mentre prelevava un pacco da un corriere, indietreggiando, inciampava in un gradino, e si provocava un infortunio grave (trauma lombosacrale).
L'azienda gli ha inviato una contestazione disciplinare: http://www.fiom.cgil.it/it/sirti/c_09_07_10-Sirti.pdf , invitandolo a discolparsi, altrimenti lo sanzionerà.
Considero il comportamento della Sirti molto grave, adesso siamo arrivati al punto che per fare prevenzione si punisce chi si infortuna, come se le aziende fossero immuni da colpe!
I vertici della Sirti si dovrebbero leggere attentamente le sentenza della Cassazione n 18998 del 6 maggio 2009, che ha stabilito che gli errori commessi dagli operai per gli infortuni sul lavoro, non cancellano la colpa dell'azienda.
Anche se questa contestazione disciplinare è priva di fondamento, questo è quello che purtroppo potrebbe succedere in tutte le imprese dopo l'emanazione del decreto correttivo per il Dlgs 81/08 (testo unico sicurezza sul lavoro).
La Fiom-Cgil ha perfettamente ragione quando dice in una nota sul suo sito web:

"La Sirti, la Confindustria, il Governo tentano di intimidire i lavoratori, con il ricatto dei provvedimenti disciplinari, così da non far denunciare gli infortuni, che scompariranno come per incanto, diventando assenze per malattia e così permettendo alle aziende anche di risparmiare sul premio assicurativo dell'Inail"


Come ho detto più volte questo decreto correttivo è una vera e propria controriforma della sicurezza sul lavoro.
Con la scusa di semplificare, il Governo Berlusconi stravolge il Dlgs 81 del 9 Aprile 2008, entrato in vigore il 15 maggio del 2008.
Tra le tante modifiche peggiorative (non dimentichiamoci che questo decreto correttivo modifica 136 articoli sul 306, compresi tutti gli allegati al Dlgs 81/08), l'abrogazione del divieto di visita medica preassuntiva da parte del medico di fiducia dell'azienda (art 41, comma 3, lettera a), che è in contrasto con l'art 5 della L300/70 (Statuto dei lavoratori), il sostanziale svuotamento della cartella sanitaria di rischio del lavoratore( con modifiche e cancellazione di commi dell'articolo 25), tentativo di svuotamento del libretto formativo del lavoratore, eliminazione del riferimento alla direttive europee previsto dall'articolo 41 del Dlgs 81 per quanto riguarda la sorveglianza sanitaria, modiche all'art 42 del Dlgs 81, che riducono le tutele dei lavoratori inidonei alla mansione, la negazione di consegna all'Rls (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza) del Documento di Valutazione dei RIschi (DVR), la redazione del DVR a 90 giorni dall'inizio dell'attività produttiva, quando nelle aziende con significativi livelli di rischio è importante che la valutazione dei rischi preceda l'avvio delle produzioni, l'affidare al datore di lavoro la scelta dei criteri di redazione del DVR, secondo principi di "comprensibilità, semplicità e brevità", l'equiparazione dei volontari (art 3) ai lavoratori autonomi, con la conseguenza della loro sottrazione alla maggior parte delle tutele (i dpi e la sorveglianza sanitaria sarebbe a carico del volontario), si impedisce alle RSU (Rappresentanze sindacali Unitarie) di intervenire per quanto riguarda materie di loro stretta competenza (carichi di lavoro, turni, riposi notturni e settimanali, ferie, ecc) , e si demanda tutto ciò ai soli Rls.
In questo modo si nega ai lavoratori e alle loro rappresentanze il diritto di contrattare l'organizzazione del lavoro, determinando nel contempo l'isolamento dell'Rls, si cancella l'obbligo del datore di lavoro (articolo 18, comma 1, lettera aa) a comunicare all'Inail il nominativo (ove presente) dell'Rls interno, prevedendo in mancanza di questa comunicazione, che la rappresentanza sia esercitata dall'RlsT (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza Territoriale). Il Governo sostituisce tutto ciò, con un meccanismo che prevede che siano i lavoratori a dover comunicare al datore di lavoro di non aver eletto il proprio Rls interno, poi il datore di lavoro comunicherà tutto ciò, non più all'Inail, ma bensì agli Organismi Paritetici, che peraltro non sono ancora costituiti nella maggior parte del territorio nazionale.
Si attribuisce il potere di "assegnazione" dell'RlsT agli Organismi Paritetici, i quali sono per definizione espressione anche della parte datoriale, si sposta la maggioranza della risorse per gli RlsT (costituzione, formazione e attività) agli Organismi Paritetici, eliminando la quota di finanziamento proveniente da parte delle sanzioni.
Anche in questo caso di rischia di ridurre l'incisività degli RlsT e di snaturare il loro ruolo.
Si da il potere agli enti bilaterali (art 2 bis) di certificare la corretta attuazione delle norme tecniche e delle buone prassi, dell'adozione dei modelli di organizzazione e di gestione delle imprese, si deresponsabilizzano di fatto i datori di lavoro o i dirigenti, che non risponderebbero della morte o dell'infortunio se l'evento è ascrivibile al fatto di un preposto, progettista, medico competente, lavoratore, lavoratore autonomo (art 15 bis), si riducono la maggior parte delle sanzioni per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti, mentre le si aumentano per i lavoratori (vedi articolo 59 decreto correttivo).
Anche qui il messaggio è chiaro, il vero responsabile degli incidenti sul lavoro è il lavoratore stesso e non chi organizza la produzione.
Il 24 giugno 2009 le Commissioni di Camera e Senato hanno dato parere positivo (anche se con diversi rilievi) alla schema di decreto correttivo al Dlgs 81/08, che adesso tornerà in CdM, che ne dovrà approvare una seconda versione, tenendo conto dei pareri espressi dal Parlamento e dalle Regioni (parere negativo).
La scadenza della delega rimane fissata al 16 agosto 2009, cioè, se per la mezzanotte di quella data il provvedimento non sarà firmato dal Presidente della Repubblica, la delega decadrà.
Invito il Presidente della Repubblica, dopo tutte le parole spese, chiedendo più sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, a NON FIRMARE ASSOLUTAMENTE QUESTO DECRETO LEGISLATIVO.
Se il Presidente della Repubblica è coerente con le sue dichiarazioni, non può firmare questo Dlgs, che è un colpo fatale alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Spero vivamente che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, raccolga questo mio accorato appello.

Marco Bazzoni-Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, Operaio Metalmeccanico.
Email: bazzoni_m@in.it

venerdì, 12 giugno 2009

Gheddafi all'Università la Sapienza

Siamo alla Sapienza di Roma, per manifestare contro la visita di Gheddafi.
Negli accordi tra Italia e Libia, oltre a strutture e mezzi abbiamo comprato anche 1000 body-bag, sacchi per trasportare cadaveri.

Nel rapporto della commissione europea, ci sono i dettaglidell'accordo Berlusconi-Gheddafi, di cui l'Italia non aveva mai rivelato i particolari.

Il governo italiano, ha finanziato la costruzione di un campo per immigrati illegali e un programma di voli charter per il rimpatrio di questi migranti dalla Libia verso i paesi d'origine.
Ad Asmara, per esempio, chi ritorna viene arrestato e torturato, a dircelo è il rapporto di Amnesty International. Per questo l'Europa concede agli eritrei il diritto a chiedere asilo politico.
Mentre noi paghiamo un paese e un leader per violare il diritto internazionale.
 
Dobbiamo invece pretendere dalla Libia, una distinzione tra immigrati e rifugiati politici, garantendo ad entrambi il rispetto dei diritti umani.